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La parrocchia di Zoppè, vista dai giovani..
Mon 23 Oct 2017
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2011-10-06 Testimonianza GMG Eccoci qui a raccontarvi in pochi minuti la nostra esperienza di questa GMG di Madrid: il più grande incontro di fede a livello mondiale per tutti i giovani.
Dalla nostra piccola parrocchia di Zoppè siamo partiti ben in 16 giovani in direzione Madrid! L’esperienza poteva essere vissuta in vari modi e diverse sono state le strade che abbiamo intrapreso: con il Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto, con i neo-catecumenali, con la nostra diocesi di Vittorio e con i gruppi scout.
La maggior parte di noi, sulla strada per Madrid ha avuto inoltre l’occasione di fermarsi alcuni giorni a Lourdes per iniziare in modo adeguato il cammino spirituale verso l’incontro col successore di Pietro.
Nell’intera settimana della GMG, dal 16 al 21 agosto, abbiamo assaporato momenti intensi di preghiera, personali e guidati, e la quotidiana celebrazione eucaristica insieme a migliaia e migliaia di altri giovani. Importanti sono state inoltre le catechesi tenute da alcuni tra i maggiori cardinali italiani. Tra questi anche gli arcivescovi Dionigi Tettamanzi e Angelo Bagnasco. Abbiamo inoltre scoperto un diverso modo di approcciarsi alla fede con momenti di riflessione personale, momenti di condivisione con gli altri, e allo stesso tempo balli, canti, urli e altre forme di divertimento che hanno caratterizzato tutta Madrid, come penso si sia potuto vedere in televisione.
Diciamo GMG , diciamo Giornata Mondiale della Gioventù, ma ci siamo resi conto, mentre pensavamo a cosa dire in questo momento, che forse non è cosi ovvio cosa sia.. anche perché GMG è tante cose.. e soprattutto non è solo l’insieme di attività che sono proposte.
    Per ognuno ha il suo significato…
  • GMG è condividere con tutti i giovani del mondo un’esperienza unica
  • GMG è sacrifico, rinuncia, sudore e fatica per crescere insieme
  • GMG è un’esperienza che ti aiuta a crescere come persona e a convivere con gli altri
  • GMG è il sentirsi uniti con giovani appartenenti a culture differenti che condividono un'unica esperienza che cambia dal profondo del cuore
  • GMG è capire che Dio ci ama senza confini di stato e di cultura
  • GMG è l’opportunità di condividere con persone di culture differenti momenti di preghiera e nello stesso tempo di divertimento
  • GMG è una moltitudine di giovani di diverse culture che si incontrano accumunati da una stessa fede e ravvivati dalla stessa allegria
  • GMG è sentirsi uniti in un'unica famiglia nonostante le diversità di provenienza, cultura e lingua. Vivere un’esperienza di fede all’unanimità condividendo con gli altri i propri momenti di svago e nello stesso tempi anche di preghiera
  • GMG è un occasione per vivere insieme ad altre persone e fare nuove amicizie
  • GMG è vivere un’esperienza intensa di Chiesa, è il rendersi pellegrini nelle strade del mondo, è fonte di speranza per continenti, popoli e culture.
  • GMG è incontrare il Signore attraverso la condivisione, il vivere insieme, confrontarsi, confidarsi. GMGè aprire la mente e il cuore insieme ad un mondo di giovani che si riunisce e si riconosce in Gesù nostra via, verità, vita e fonte della felicità.
  • GMG è un grande spettacolo di colori e suoni, volti e voci dove l’umanità mostra il suo volto più bello, fatto di amicizia, solidarietà, comunione e rispetto.
Vogliamo ringraziare tutta la comunità parrocchiale di Zoppè. È anche grazie al vostro contributo e alle vostre preghiere che abbiamo potuto vivere insieme al Santo Padre questa straordinaria esperienza di fede. E come dicono in Spagna “Gracias a todo!”.

Sandro, Francesco, Andrea, Gianluca, Maddalena, Alberto, Martina, Valentina, Francesco, Chantal, Simone, Silvia, Tiziana, Giovanni, Michele, Elisa
Grazie ad Andrea potete vedere un video dell’esperienza del gruppo che è andato coni salesiani a Lourdes e Madrid.
..[continua] 2010-12-09 Rancore Se il cuore umano può fare qualche sosta quando sale verso le altezze meravigliose dell’affetto, raramente si arresta quando discende sul ripido pendio del rancore.
HONORE’ DE BALZAC

L’avevo letto da ragazzo in un’edizione popolare e m’ero commosso per questo amore paterno invincibile e umiliato: il Papà Goriot che Honoré de Balzac pubblicò nel 1834 è un romanzo che meriterebbe ancora oggi attenzione. Viene da pensarlo soprattutto quando si vedono anziani del tutto dimenticati dai figli. Sono pagine che contengono altri vari frammenti di verità quotidiane, come quella che ho citato. Vi si evoca l’immagine di un monte la cui vetta è immersa nel sole dell’amore. L’ascesa è faticosa ed esige soste: conquistare e donare affetto non è così facile come sembra, esige esercizio, distacco, è generosità . E spesso si procede lentamente. Ben diverso è il sentiero dell’odio: una volta raggiunta la cima di quel monte, se si decide di abbandonarla per ritornare alla nebbia della pianura, la discesa è veloce e ben presto la luce cristallina dell’amore resta alle spalle. La corsa nel territorio oscuro del rancore è rapida, quasi spontanea e spesso sfrenata. Anzi, talvolta non ci si accorge neppure di passare progressivamente dall’affetto alla detestazione tanto l’oscillazione tra i due estremi è facile e veloce. E paradossalmente ciò che sembra avere più consistenza e permanenza non è l’amore ma piuttosto la recriminazione e l’avversione. Il famoso Cancelliere di Enrico VIII, Tommaso Moro, che l’aveva sperimentato sulla propria pelle, confessava: “Gli uomini, se qualcuno gli fa un torto, lo scrivono sul marmo; ma se qualcuno gli usa un favore, lo scrivono sulla sabbia”.
Gianfranco Ravasi
..[continua] 2010-09-27 Mondo pericoloso... Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ... ma per quelli che osservano senza dire nulla. ( Albert Eistein ) ..[continua] 2010-06-23 Siamo come fili metallici... Spesso si vedono fili metallici piccoli o grandi, vecchi o nuovi, cavi elettrici economici o costosi che restano inutilizzati, perchè se non vi passa la corrente non servono a far luce.
I fili siamo voi ed io, la corrente è Dio.
Noi possiamo decidere di lasciar passare la corrente attraverso di noi, di essere usati, o possiamo rifiutare di essere usati e permettere all'oscurità di diffondersi.

Madre Teresa di Calcutta
..[continua] 2010-06-07 L'educatore e la formica Un uomo fu condannato a 20 anni di carcere. Il suo problema era ovviamente ammazzare il tempo. Dopo alcuni mesi scoprì che alcune formiche risiedevano stabilmente sotto l'intonaco scheggiato della sua cella. Una di quelle formiche sembrava particolarmente dotata e il detenuto decise di ammaestrarla. Ci volle un sacco di pazienza, ma dopo cinque anni la formica ubbidiva agli ordini, ballava su un capello ben teso e faceva il doppio salto mortale. Altri cinque anni dopo, la meravigliosa (e longeva) formichina sapeva cantare tutte le canzoni di Sanremo. Cinque anni dopo la formica parlava correttamente quattro lingue. Stava per imparare la quinta quando l'uomo venne scarcerato. Si mise in tasca la preziosa formica nella speranza che gli servisse a guadagnare un mucchio di soldi esibendosi alla televisione. Uscito di prigione, andò diritto in un bar e, dopo aver bevuto, non resistette alla tentazione di sfoggiare la bravura della sua formica. La posò sul bancone e chiamò il barista: "Guardi questa formica!". Il barista, senza perdere un attimo di tempo schiacciò la formica dicendo: "La prego di scusarci signore".
Tanti genitori ed educatori dedicano anni di fatica e di passione per educare i loro ragazzi. Spesso basta un attimo e il risultato di tanti sforzi va in rovina. Perché c'è sempre un malaugurato "barista" dietro l'angolo.
..[continua]
2011-08-04 GMG MADRID si parte Eccomi qui, a pochi giorni dalla partenza per Madrid a scrivere un articoletto in questo sito. Si, qui, per far sapere ai parrocchiani che andiamo, partiamo, ci mettiamo in viaggio per il più grande incontro della fede a livello mondiale per i giovani.
Dire GMG mi fa venire in mente tante cose, troppe. Più che altro un sentito dire, un vissuto passato da altri, un insieme di video e foto, un insieme di aspettative. Ma è forse proprio per questo che attendo tanto questa iniziativa. Il solo pensare di stare in mezzo a milioni di giovani per 10 giorni è una cosa grande. Il pensare poi che si è lì tutti per vivere un’esperienza particolare incentrata nella fede cristiana fa pensare a quanto il cristianesimo possa unire persone di diverse etnie ed origini, unire le diversità e le fedi, unire giovani e meno giovani di tutte le età.
Un incontro quello di Madrid che spero possa essere anche l’inizio, o la continuazione, per un serio cammino cristiano per tutti quelli che vi parteciperanno e per tutti coloro che seguiranno gli eventi da casa sincronizzati con radio e tv.
In questi ultimi giorni prima della partenza sento la necessità di iniziare ad entrare in clima GMG, e allora niente di meglio che navigare sulla rete per recuperare info, foto, video e tutte quei “sentito dire” che vorresti diventassero realtà tra qualche giorno. In particolare stamattina mi sono imbattuto su un sito che riportava tutti gli inni delle GMG fin dalla loro nascita voluta da Giovanni Paolo II. Non potevo non scaricarle e ascoltarle. E ovviamente le voglio condividere in questo sito.
Ecco quindi i vari inni: 1984 , 1989 , 1991 , 1993 , 1995 , 1987 , 2000 , 2002 , 2005 , 2008 , 2011 . E qui i link per dei video su you tube: http://www.youtube.com/watch?v=_OjLPaQjW4w, http://www.youtube.com/watch?v=0eH5W9Q3chg.
Le aspettative sono tante perché il cammino proposto è importante e suggerisce tante cose. Ma forse posso racchiuderle tutte in un’unica: la speranza che tutte le proposte fatte vengano colte al meglio e possano portare frutto. Proposte dell’organizzazione della GMG, proposte degli organizzatori del viaggio , proposte dei compagni di viaggio e tutte quelle iniziative in cui saremo coinvolti in quei 10 giorni.
Non vorrei dire tanto ancora e forse è meglio che mi fermi qui per non rovinare l’esperienza a nessuno. Quando tornerò, o meglio dire, quando torneremo, saremo ben contenti di raccontare le nostre esperienze del viaggio e quelle più personali per condividerle con voi visitatori del sito e con tutti i parrocchiani. Si, come sapete, da Zoppè siamo ben in 10 che grazie alle proposte dell’MGS Triveneto faremo quest’esperienza in terra spagnola. Tanti per una piccola parrocchia, ma mai abbastanza. Speriamo possa essere per ognuno di noi un’esperienza intensa in perfetto stile cristiano e salesiano che ci faccia poi portare a casa un buon bagaglio per successive esperienze in parrocchia e non solo.
La partenza è prevista per giovedi 11 nel primo pomeriggio dal centro salesiano di Mestre, poi Verona per aggregare altri giovani e poi via in viaggio per Lourdes. Passeremo alcuni giorni a Lourdes per andare poi lunedi 15 a Madrid. Li a Madrid avremo tutti i giorni organizzati tra le catechesi del mattino, vari incontri organizzati dall'MGS e iniziative nella città. Il sabato ci sposteremo nel vecchio aerodomo di Cuatros Vientos per la veglia della sera col papa e poi notte sotto le stelle e alla domenica lodi, santa messa e angelus col santo padre. E infine nel primo pomeriggio inizia il lento defluire verso casa. Ritorno previsto nella notte tra il 22 e il 23. A presto.
..[continua] 2010-12-03 L'eco Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne... All'improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò: "AAAhhhhhhhhhhh!!!" Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :"AAAhhhhhhhhhhh!!!" Con curiosità, egli chiese: "Chi sei tu?" E ricevette la risposta: "Chi sei tu?" Dopo il ragazzino urlò: "Io ti sento! Chi sei?" E la voce rispose: "Io ti sento! Chi sei?" Infuriato da quella risposta egli urlò: "Codardo" E ricevette la risposta: "Codardo!" Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: "Papà, che succede?"
Il padre gli sorrise e rispose:"Figlio mio, ora stai attento:" E dopo l'uomo gridò: "Tu sei un campione!" La voce rispose: "Tu sei un campione!" Il figlio era sorpreso ma non capiva. Allora il padre gli spiegò: "La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA. La Vita, come un'eco, ti restituisce quello che tu dici o fai. La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni. Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore; Se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo. Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa. La nostra Vita non è un insieme di coincidenze, è lo specchio di noi stessi.
..[continua] 2010-09-20 La sincerità che ferisce “Gli amici si dicono sinceri, ma in realtà sinceri sono i nemici"[Arthur Schopenhauer]
Pochi immaginano – al di là degli addetti ai lavori – che un filosofo serioso e rigoroso come il tedesco Arthur Shopenhauer abbia composto un saggio intitolato L'arte di insultare. Per amore del cielo, lungi da noi l'idea di favorire una simile arte, soprattutto ai nostri giorni in cui questo esercizio è praticato con uno zelo degno di miglior causa, a partire dal mondo della politica. Eppure, sotto sotto, scavando in alcuni insulti, spogliandoli del loro manto di astio, si vede brillare – sia pure compressa ed umiliata - una gemma di verità. E' questo che Schopenhauer vuole dirci con la citazione che abbiamo tratto da quel suo saggio. Se proviamo ad essere schietti con noi stessi, dobbiamo confessare che più di una volta nella vita non siamo stati sinceri con gli amici, talora per affetto, altre volte per non perderli, e forse in qualche caso per interesse e quieto vivere, E' scontato, invece, che il nemico non esiti a scagliare contro il suo avversario fango, ma spesso gli scaglia contro anche quella verità che ferisce ma che è dall'amico o ignorata o celata. Bisognerebbe, allora, tentare almeno qualche volta di dire agli amici quello che pensiamo di loro senza reticenze e invitarli a fare lo stesso con noi. Proposito nobile e santo, ma ho il sospetto che pur con tutte le cautele adottate, ben poche amicizie resisterebbero. E allora siamo votati all'ipocrisia? O è giusto rischiare di perdere un'amicizia secondo l'asserto dell'Amicus Plato sed magis amica veritas (Platone sarà pure un amico, ma più amica dev'essere la verità)?
Tratto dal libro “Le parole e i giorni” di Gianfranco Ravasi
..[continua] 2010-06-22 La sorgente ed il fiore Una tremenda siccità aveva ghermito la regione. L'erba era prima ingiallita e poi appassita. Erano morti i cespugli e gli alberi più fragili. Neppure una goccia d'acqua pioveva dal cielo e le mattine si presentavano alla terra senza la fugace frescura della rugiada.
A migliaia gli animali piccoli e grandi stavano morendo. Pochissimi avevano la forza per sfuggire al deserto che ingoiava ogni cosa. La siccità si faceva ogni giorno più dura. Persino i forti, vecchi alberi, che affondavano le radici nelle profondità della terra, persero le foglie. Tutte le fontane e le sorgenti erano esaurite. Ruscelli e fiumi erano inariditi.
Solo un piccolo fiore era rimasto in vita, perché una piccolissima sorgente dava ancora un paio di gocce d'acqua.
Ma la sorgente si disperava: "Tutto è arido e assetato e muore. E io non posso farci nulla. Che senso hanno le mie due gocce d'acqua?".
Lì vicino c'era un vecchio, robusto albero. Udì il lamento e, prima di morire, disse alla sorgente: "Nessuno si aspetta da te che tu faccia rinverdire tutto il deserto. Il tuo compito è tenere in vita quel fiorellino. Niente di più".

Siamo tutti responsabili di un fiorellino. Ma ce ne dimentichiamo spesso per lamentarci di tutto quello che non riusciamo a fare.
..[continua] 2010-05-24 Mediocrità Lui, si, era stato un grande (ancorché discusso) poeta e quindi poteva permettersi di formulare questa legge sacrosanta che vorrei meditassero tutti quelli che si accingono a scrivere “poesie di getto”, convinti di avere dentro di sé il sacro fuoco dell’ispirazione. La frase è di Ezra Pound, nato nel 1885 negli Stati Uniti è morto a Venezia nel 1972. Ma lasciamo in pace che i poeti mediocri che, certo, non si scoraggeranno per tale monito e puntiamo la nostra attenzione su questo difetto dell’anima, la mediocrità appunto. Intendiamoci bene: c’è stato un grande poeta come Orazio che ha esaltato nelle sue Odi (II,10,5) la famosa aurea mediocritas, la quale però era ben altro, ossia la ricerca di un ideale giusto mezzo tra gli estremi e gli eccessi. No, quella che ci deve insospettire, invece, è la mediocrità che significa inettitudine, piattezza, pigrizia, anonimato, grigiore. Ai nostri giorni questo atteggiamento è stato assunto a stile di vita: quanti comportamenti sono ormai superficiali, insignificanti, dozzinali. “Mediocre” in questo senso non è certamente la ricerca del mezzo e dell’equilibrio; è invece il ricorso al minimo, al disimpegno, alla trasandatezza ostentata. Questa mediocrità, infatti, non si vergogna di sé stessa, anzi, si ostenta e si contrabbanda come vera tranquillità dell’anima, quando in realtà è incoscienza, si spaccia come criterio giusto mentre è solo comodità propria, si presenta come rifiuto degli eccessi quando è in verità vuoto interiore. Il cristianesimo non è una religione per mediocri, come la vera arte e l’umanità autentica non possono alimentarsi e vivere di una piattezza senza fremiti, di una sazietà di cose, di un buon senso banale. Gianfranco ravasi,"Le parole e i giorni" ..[continua]
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